sabato 11 dicembre 2010

Sogni cannibali e casco salva-pensieri

Pensavo che i cannibali non esistessero più, e che il cannibalismo fosse qualcosa che avesse a che fare solo con le popolazioni tribali sperdute in qualche remoto angolo del mondo o in qualche remoto angolo di storia. Ma non è così, esistono ancora; oggi i cannibali sono alcuni sogni indotti, e i pensieri non nostri che entrano subdolamente nella nostra testa. 
Mi accorgo che c'è chi non sa sognare, ma crede di avere i sogni più belli del mondo. Ma non sono i suoi, sono quelli che qualcun altro gli ha messo in testa, in quella testa vuota. E chissà perché più le teste sono vuote e senza nulla da proteggere al loro interno e più sono dure. Non avrebbero nemmeno bisogno del casco. Mentre invece chi nella testa ha tanti sogni e tanti pensieri autentici, ha sempre bisogno di un casco salva-sogni e salva-pensieri per difendersi.
Se togli all'uomo i suoi sogni l'hai ucciso, ma se gli metti in testa i tuoi sogni o il tuo pensiero e questi accetta passivamente, l'hai reso tuo schiavo.
Ed io su questa terra non voglio essere ucciso e nemmeno essere schiavo di chi con la testa vuota è invidioso dei miei sogni, invidioso della mia libertà. E naturalmente non voglio nemmeno schiavizzare nessuno.
Ho capito che se mi fermo e non penso, i sogni e i pensieri svaniscono e si depositano sul fondo della mia testa, e piano piano scivolano in gola. Vanno giù e vengono espulsi, come scarti, come scorie. E senza pensiero alla fine la testa si svuota; e senza nemmeno più sogni, arriva qualcuno che vuole metterci i suoi. Nessuno è indenne a questo tentativo di usucapione cerebrale, ma cerco di essere sempre all'erta: da quando l'ho capito, non fermo mai il pensiero troppo a lungo, non lascio mai troppo tempo i miei sogni depositati sul fondo. Di tanto in tanto li agito; trovo qualcosa per scuotere la testa come fosse un souvenir di vetro con la neve. E la magia è lì, tutta nella neve: senza di essa quel souvenir kitsch lo puoi anche buttare. E una vita con sogni e pensieri depositati sul fondo che poi scivolano via, è una vita con le emozioni di un Truman Show, una vita finta, una vita di plastica...plastica da riciclare.
Invece quando i coriandoli di sogni fioccano come neve nella mia testa, si combinano e fluttuano tra le emozioni, con i miei umori. I sogni prendono nuova vita, si ricompongono in forme e colori sempre nuovi e mi donano l'entusiasmo di quelli appena cominciati. E si attaccano alle sinapsi, ai neuroni, attraversano il cervello con un bellissimo carnevale di colori. Cerco ovunque l'energia del libero pensiero e me ne approprio, la dono e la ricevo; lascio i miei sogni vagare liberi e talvolta afferro sogni liberi che qualcuno ha dimenticato, per osservarli e vedere se c'è qualcosa che può emozionarmi davvero.
Non nego che a volte sia difficile continuare ad agitare questi coriandoli. Alcuni sono vecchi, di molto tempo fa, e sono sempre lì ed hanno perso un po' di colore; appartengono a sogni non ancora raggiunti, non ancora minimamente realizzati. Ma il segreto è non avere mai un sogno solamente, ma averne tanti e sognare, sognare, sognare sempre. Solo così la delusione di un sogno non raggiunto, sarà ricompensata da quella di uno nuovo appena cominciato, o dall'emozione di uno che in parte si è avverato. Solo così riusciremo a non arrenderci, a non smettere di pensare, a non toglierci il casco. Senza casco, i nostri sogni , i nostri pensieri scivolano via, per lasciare spazio ai sogni cannibali e ai pensieri subdoli non nostri, che ci distruggono lentamente cannibalizzando da dentro la nostra vita.

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