L'idea di essere un vincitore mi infastidisce; questo perchè non credo che la società competitiva sia la migliore che l'uomo possa desiderare. Se ci sono dei vincitori, è implicito che ci siano anche dei perdenti; e gli uni sono in lotta contro gli altri e lo saranno sempre per contendersi il podio anche al round successivo.
E la spirale una volta avviata, non si ferma mai. Cresce autoalimentandosi e diventando ad ogni giro sempre più aspra perchè se i perdenti non riescono proprio a vincere ripettando le regole, proveranno a farlo infrangendole, costringendo così anche i vincitori a qualche scorrettezza per poter ripristinare i giusti equilibri.
Invece di vincitori e vinti, in lotta perenne gli uni contro gli altri, bisognerebbe invece affermare che alcuni sono migliori di altri, ma che tutti ci troviamo fianco a fianco per collaborare e non per competere. Solo così si possono unire le forze per un fine comune che è quello di realizzare una società a misura d'uomo, dove i più dotati possano collaborare con i meno dotati, affinché ognuno possa realizzarsi ed essere rispettato per quello che è e per quello che fa, e non per quello che esibisce.
E la spirale una volta avviata, non si ferma mai. Cresce autoalimentandosi e diventando ad ogni giro sempre più aspra perchè se i perdenti non riescono proprio a vincere ripettando le regole, proveranno a farlo infrangendole, costringendo così anche i vincitori a qualche scorrettezza per poter ripristinare i giusti equilibri.
Invece di vincitori e vinti, in lotta perenne gli uni contro gli altri, bisognerebbe invece affermare che alcuni sono migliori di altri, ma che tutti ci troviamo fianco a fianco per collaborare e non per competere. Solo così si possono unire le forze per un fine comune che è quello di realizzare una società a misura d'uomo, dove i più dotati possano collaborare con i meno dotati, affinché ognuno possa realizzarsi ed essere rispettato per quello che è e per quello che fa, e non per quello che esibisce.
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